L’articolo dell’ Unione Sarda

Su Casteddu, la fortezza saccheggiata
Centomila euro per proteggere iI nuraghe dal tombaroli
Flnanzlamento dl 100 mila euro tra Declmoputzu e Vallermosa per proteggere iI nuraghe di Su Casteddu de Fanarl a Monte Idda.
La torre pill antlca risale probabilmente a mllletrecento annl prima di Cristo. Non e I’unica. Addossata al monumento centrale ce ne sono altre tre, Innalzate
successlvamente, come queUe pill dlstanti che circondano Su Casteddu, una vera e propria fortezza che, secondo gli archeologi, sarebbe tra i pill imponenti
insediamenti nuraglci del sud Sardegna.
Un tesoro oggi a meta strada tra Decimoputzu e VaUermosa, esattamente nella linea di confine tra i due comuni. ma soprattutto un insediamento antico e di
inestimabile valore storico che da ormai troppi anni i tombaroli stanno saccheggiando, depredando. Fino a servlrsi di impalcature per calarsi aU’interno del
nuraghe.
IL srro Adesso per Su Casteddu de Fanari, la fortezza di Monte Idda, potrebbe esserci la svolta. E se non sara, almeno per iI momento, una nuova e importante
stagione di Indagini, unica in grado di riportare in superfide do che la terra ancora nasconde, almeno di potranno creare Ie condizioni di tutela per evitare che i
razziatori contlnuino imperterriti a visitare e derubare iI site antico. Portandosl via oggetti e manufatti per poi immetterti nel mercato dandestino dei reperti
archeologid.
L’ATTESA «Da anni – spiega iI slndaco di Declmoputzu, Gianfranco Sablucclu – abbiamo sottoscritto con l’Ammlnistrazione municipale di VaUermosa una
convenzlone per awlare proprio questl progetti di salvaguardla ed entrambi Comuni dlsponiamo dl fondi. Clnquantamila euro noi e altrettanti Vallermosa,
otten uti grazle alia Legge reglonale 37. Cio che intendiamo fare e redntare iI sito, ripulire e bonificare I’intera area, creare un sentiero per arrivare
comodamente alia fortezza. Un plano di cui abbiamo naturalmente partato con la responsabile delia Soprintendenza ai Beni archeologici, Fulvia Lo Schiavo. Che
51 e detta favorevole ma che ha anche detto chiara mente che autorizzera I lavori soltanto se saremo In grade di assicurare la vigilanza dell’lntera area».
LE IDEE Insomma, che fare? II slndaco di Declmoputzu sembra davvero dedso ad andare avantl. «Intanto proprio ieri mattlna ci siamo sentitl con iI collega dl
Vallermosa, SergiO Catta, per valutare quail forze in campo abblamo a dlsposlzlone nei nostri paesl per garantire iI controllo delia zona dl Monte Idda. Intanto cl
sono Ie due Pro loco. A Vallermosa c’e inoltre un’assoclazlone di cacdatori molto attiva e la compagnla barracellare, mentre posslamo contare anche sulla
protezlone civile. Insomma, non d mancano affatto Ie posslbllita, bisogna peri> sedersi intomo ad un tavolo e stabilire i criterl di intervento».
ABBANDONO Su Casteddu de Fanari, intanto, denunda tutto iI suo stato di abbandono. Una condizione che favorisce inevitabilmente I’opera devastatrice degli
"archeologi iIIegali". «Ci siamo dati alcuni giomi per valutare alcune cose Importantl, siamo peri> convinti che non sl possa pili aspettare. Abblano I fondi per
mettere a frutto almeno Ie prime opere di tutela, ma rlschlamo di perdere I cinquantamila euro se non dovesslmo spenderli entro la fine dell’anno. Per questo
confidiamo nella Soprintendenza ai Benl archeologicl dl Cagliarl, con cui abblano da tempo avvlato iI dlalogo ma che, purtroppo, quest’anno ha cambiato pili
volte dlrezlone, costringendoci a ricomlnciare sempre la dlscussione su Monte Idda», conclude II sindaco Sablucclu.
ANDREA PIRAS

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