Da Monte Prama a Monte Idda

 

 Perchè stupirsi e parlare di misteri, sentiamoci ignoranti, ma rispettiamo i nostri antichi nuragici. A noi hanno lasciato tutto, dalle opere gigantesche che resistono ancora, ai bronzetti raffiguranti guerrieri, divinità, animali, navicelle, con dettagli di ornamenti e rifiniture, ma ancora non sappiamo dare risposte precise. Cosa conosciamo de ” Su Casteddu de Fanaris “, nulla, forse qualche tombarolo un po di più, o molto di più, certamente segnali per fare ipotesi molto suggestive ci sono. Cosa si sa di Monte Idda, siamo ancora fermi al 1915, Taramelli che recupera il ” tesoro”, trovato da due pastori a Monte Idda, spade con impugnature varie e particolari ancora grezze, 36 accette intere, scalpelli,trapani, falci, altri 40 oggetti vari, 10 panelle di rame, altri pezzi vari, 12 Kg.di frammenti vari di panelle e frustoli per la fondita, tutto dentro un grosso vaso sotterrato, perchè??. Ipotesi suggestiva? in attesa del cliente che arrivava da lontano: perchè no? Che la civiltà nuragica, nell’Età del Bronzo, era la più grande ed evoluta del Mediterraneo: è storia non mistero. Ma se dico che Monte Idda era un posto visitato da antichi navigatori del Mediterraneo, ci può stare: fonderia, stampi, il ” tesoro “, resti di fusione, sono li a testimoniare. Perchè una fonderia a Monte Idda, se non ci sono miniere?. Le miniere sono a due passi, Domusnovas, Villamassargia, Iglesias, ma per il bronzo serve lo stagno, che in Sardegna quasi non si trova, si può ipotizzare che arrivasse da fuori e usato come merce di scambio, io ritengo di si ( Antonello Pellegrino ha scritto due libri: BRONZO, e Dalla scura terra, ambientati con l’eroe nuragico di Monte Idda, romanzi che sanno di storia, è in arrivo anche un terzo, ripeto, romanzi che sanno di storia, non di misteri ). E’ la storia che aiuta a fare questi ragionamenti; tra Decimoputzu eMonte Idda è saltata fuori,arando, la Dea Madre, in alabastro orientale, materiale usato nell’antichità, per fregi e statue e altri decori, in Egitto, in Grecia, nella Mesopotamia ( cultura sumeri ), la testa di guerriero con copricapo e piume   VI a.C., simile ad un fregio storico del faraone Ramses III, a Medinat-Habu in Egitto. Shardani in Egitto è storia. Chi può dire dove arrivasse il mare 2000 anni fa?. Il Taramelli nel 1915 scrive : per arrivare sotto il monte un terreno paludoso e di acquitrini: I tombaroli scavando dentro i nuraghi hanno portato fuori ostriche di ogni misura in gran quantità, non credo che per pescarle dovessero fare tanta strada. I toponimi della zona ancora oggi sanno di acqua: fundale, su carroppu de s’anè, spaniadrosciu, mitza sa canna, straccoscius, Rio Matta a tratti scorre ancora in una golena molto bassa, ora è stato deviato,  anticamente era il fiume delle inondazioni e disgrazie. Ancora oggi, irrigando con le pompe sommerse, capita di trovare nei filtri pezzi di conchiglie, addiritura, anni fa, arando sotto Monte Idda, in un punto erano più ” cocciua “,conchiglie e arselle che terra. Sotto Monte Idda, un’altra importante testimonianza del mondo Egeo, Il frammento eburneo di guerriero con elmo e zanne di cinghiale, arrivato dal Mediterraneo orientale, ( Peloponneso, Cipro) già nel XIV sec. a.C. o al più tardi nel XIII a.C.  Quindi??

e quindi niente misteri su ” I giganti di Monti Prama “, solo storia che va studiata, una sana passione che porti a conoscere di più le numerose testimonianze del nostro passato  e del nostro territorio.

Solo un esempio del mio paese Decimoputzu

 

 

 

 

Testa di Giganti de Monti Prama

 

conca monti pramaConca a monte Idda

 

 

Pietra trovata a Monte Idda,  si notano somiglianze, perchè a Monte Idda

 

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