Calcio a Decimoputzu – Ricordi di sport

Se a partire dalla seconda metà del secolo scorso, e in particolare dagli anni sessanta, si fosse chiesto ad un sardo, anche del sassarese o del nuorese, se conoscesse Decimoputzu certamente avrebbe risposto “so che c’è una squadra di calcio…”.
In realtà Decimoputzu, in quegli anni, non era solo calcio.
I nostri carciofi erano tra i più rinomati nei grandi mercati ortofrutticoli nazionali, da Roma a Milano, e tutta la nostra agricoltura già da allora cominciava ad essere considerata tra le più avanzate a livello regionale; la percentuale di motorizzazione, intesa come rapporto tra numero di autoveicoli e macchine agricole e numero di abitanti, era negli anni ‘70/’80, tra i più alti in Italia.
Eppure per molti anni in Sardegna Decimoputzu veniva identificata con la sua squadra di calcio.
Perché settimanalmente l’informatore del lunedì e una seguitissima rubrica di Radio Sardegna celebravano le gesta dei vari Collu e Ena locali, ma anche dei più conosciuti nomi del calcio dilettantisco sardo, per i quali, fossero calciatori o allenatori, Decimoputzu era diventata una meta da raggiungere ed anzi, per alcuni anni,,una vera e propria “Mecca”!
Perché sembrava impossibile che un paesino di appena tremila abitanti , quanti ne faceva allora, avesse due squadre , appunto il Decimoputzu ed il Villaggio Milan,nell’elite del calcio regionale, in Promozione, a contendere alla pari con realtà calcistiche più blasonate e sostenute da contesti economici e sociali ben più robusti, dalla Nuorese alla Tharros, dalla Monteponi al Carbonia al Quartu e poi Tempio, Calangianus, Ilvarsenal, Alghero per ricordarne solo alcune.
Perché espugnare il mitico “San Giorgio” di Decimoputzu non era impresa facile, in un contesto sportivo veramente coinvolgente e numeroso: raggiungere i 500 spettatori era cosa normale, ma in alcune partite di “Coppa Italia” (chi non ricorda gli storici incontri con il Venezia?) si superarono i 1.500 spettatori!
Forse a ragione dunque in tutta la Sardegna Decirnoputzu veniva identifica con il calcio, ma gli stessi putzesi, si sentivano quantomeno coinvolti, molti anche nella rivalità sportivo-politica tutta paesana tra Decimoptzu e Villaggio Milan, tutti nell’orgoglio di essere considerati e rispettati in un contesto generalmente riservato a realtà ben più forti.
Il calcio era comunque diventato una componente importante della nostro vivere sociale. Di tutto questo oggi è rimasto ben poco: certamente a ragione del mutato, e molto più debole, contesto economico ma forse anche per a crescente difficoltà a volere e a realizzare qualcosa insieme, e per l’affievolirsi dello spirito di partecipazione, del sentirsi comunità.
Ripercorrere la storia calcistica di Decimoputzu può dunque essere utile non solo per far conoscere ai giovani (e richiamare alla memoria dei non più giovani) un aspetto significativo della nostra storia più recente ma anche per contribuire ad avviare o a riprendere una riflessione più generale sulla situazione attuale del nostra paese.

 
E con questo spirito che il Blog DEXIPUZZUS si accinge a ripercorrere la nostra storia calcistica:
perché la ricostruzione sia quanto più possibile e documentata è però necessario che quanti di questa” STORIA” sono stati in qualche modo partecipi o quantomeno testimoni diano il loro fattivo contributo.
TUTTO sarà utile: le foto, i ritagli dei giornali ma soprattutto i RICORDI e i COMMENTI personali.
TUTTO il materiale raccolto, essendo accessibile a tutti sul blog DEXIPUZZUS, diventerà un patrimonio condiviso da tutti i PUTZESI che vorranno fruirne per qualsiasi finalità:
semplicemente per rivivere il proprio passato più recente e ma per avviare attraverso di esso quella riflessione storica più complessiva più volte auspicata,
E allora si potrà utilizzare questo materiale ad esempio per avviare un dibattito o organizzare una mostra in una delle varie occasioni, non molte purtroppo, che scandiscono al vita sociale e culturale del nostro paese.
Così avremo non solo quel quadro per quanto possibile completo che renda la nostra ricostruzione più vera ma sopratutto avremo ripreso a rileggere insieme la nostra storia ed a riflettere su di essa. GRAZIE quindi per la collaborazione e per i suggerimenti, c’è posto per tutti e
BUON LAVORO A TUTTI.

 

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