Monte Sa Idda

Domande che meritano risposteM

Perchè una fonderia a Monte Idda?

Il materiale di fusione per il bronzo è tutto sardo? lo stagno si trova in Sardegna? o veniva “importato”?

A Monte Idda non ci sono miniere, le piu vicine Domusnovas, Villamassargia,perchè non fondere in loco?

Se lo stagno arrivava da fuori dove portarlo?  arrivare a Monte Idda era facile

Può essere ???:   Monte Idda si vede da Cagliari e per gli antichi naviganti, Greci ,Fenici, Etruschi, Romani,  diventava ragiungibile, forse…anche in barca visto che i nostri nonni parlavano di grossi anelli di ferro o bronzo sotto su Casteddu de Fanaris dove scorreva il fiume Matta, prima di essere deviato.( può essere che sa rocca de su para servisse da “cartello  segnaletico”)Sotto Monte Idda, nell’insediamento nuragico di Mitza Purdia, è stato trovato il  framento eburneo di guerriero con elmo a zanne di cinghiale di provenienza del mondo egeo. In zona cè anche su cungiau de Marcu dove arando è tornata alla luce la Dea Madre ( la diva di Decimoputzu ), produzione micenea

PERCHE’  UNA  FONDERIA  A  DECIMOPUTZU ? se non ci sono miniere.

DA  MONTE  IDDA  GLI STAMPI  DI  FUSIONE Alcune foto: “Su concessione del ministero per i beni e le attività culturali Soprintendenza per i Beni Archeologigi della Sardegna”, per ” BENI BENIUS”       su para 013su para 003            

 

 

Dal libro ” BRONZO ” di Antonello Pellegrino. La cartina segna i santuari per i sacrifici e le purificazioni,i pellegrinaggi periodici delle tribù ai templi della loro religione, i pozzi dedicati al culto del sole e delle acque. Un fantastico racconto che a qulche putzese può sembrare quasi reale. Abbiamo tutto, le splendide spade, la fonderia,stampi,pani di fusione, sa mitza dessu ferru in Monte Idda ( Vittorio Angius, nel dizionario Città e Villaggi della Sardegna, fa una bella e lunga descrizione di questa sorgente:essa è una comune medicina, e gli ammalati quando per caso sia opportuna alla male affezioni, ne sono giovati, parla anche de sa mitza pudida, altrettanto copiosa e lodata di molta bontà). Se poi si sale a Matzani. Vi si possono individure alcuni pozzi sacri al culto delle acque e del sole, C’e n’è danneggiati o del tutto diroccati, ma un paio conservano le più importanti e tipiche strutture. Uno ha ancora la scala che scende, da quello che una volta era il pronao, fino al filo dell’acqua,scala di pietra, il quale finisce a cupola o tholos( secondo la terminologia greca usata per una simile costruzione. Esempio: il tesoro d’Atreo di Micene. Altezza cinque metri e mezzo circa, diametro alla base tre metri, una specie di anticamera rispetto al pozzo, è detta ” naos ” dal Taramelli (S. Vittoria di Serri ),considerata parte essenziale, insieme al pozzo sacro del tempio. In quanto qui,davanti alla scala che porta giù al livello dell’acqua, doveva stare collocata l’ara dei sacrifici, e attorno, sui sedili in pietra ben squadrati, sedevano gli assistenti. Il pozzo che funzionava da cisterna con una sorgente perenne ( nonostante la quota di 900 mt ), poi veniva lasciata defluire all’esterno per possibili purificazioni collettive.     A testimonianza fu trovato qui il famoso offerente ( con barbetta ) d’una ciottola ( acqua e forse pane? ), un bronzetto ora esposto al museo nazionale di Cagliari, che quassù, dove lo sguardo arriva fino dal Gennargentu al golfo di Cagliari, girando per l’Iglesiente fino a Carloforte salivano tutte le tribù del Cagliaritano e del Sulcis- Iglesiente.  Nel leggere il libro, la storia del principe Tholis di Kesher, il villaggio di Monte Idda,storia fantasiosa sì, ma è come se vedessi un film girato in paese, posti conosciuti. Bravo Antonello, vieni a trovarci, sei di casa.

 

 

RESTI DI FUSIONE  a  Monte  Idda

 

 

 

 

 

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